AMBIOTON® biochar sappiamo essere – tra le altre cose – un ammendante per il suolo, generato attraverso un processo pirolitico della biomassa legnosa. Il prodotto in questione è stato sottoposto a lunghe e molteplici sperimentazioni, tra cui uno studio di una nuova possibile applicazione: l’adsorbimento del piombo da soluzioni contaminate.

L’attività sperimentale ha incluso la caratterizzazione fisica e chimica di AMBIOTON®, nonché immagini al microscopio elettronico a scansione (SEM) per evidenziare la sua struttura interna. Il processo di adsorbimento è stato studiato attraverso esperimenti in batch e in colonna.

Quali conclusioni traggono gli autori?

Ne emerge che la cinetica di adsorbimento raggiunge molto rapidamente condizioni di equilibrio, vale a dire 50 mg/L e 100 mg/L Pb iniziale concentrazione a 2 h e 4 h, rispettivamente. Il modello Brunauer-Emmett-Teller si adattava in modo più opportuno ai dati di equilibrio di entrambe le concentrazioni di Pb, mentre la cinetica era rappresentata al meglio dal modello pseudo di secondo ordine.

I test della colonna hanno mostrato che l’aggiunta di biochar come mezzo adsorbente, ha esteso significativamente il tempo di sfondamento ed esaurimento, rispetto, invece, alla colonna riempita solo di terra.

I valori trovati per la capacità di adsorbimento di Biochar AM BIOTON®, rispetto alle soluzioni contenenti piombo, erano paragonabili a quelli riportati per adsorbenti commerciali. Pertanto, AMBIOTON® può essere considerato un’opzione alternativa identicamente valida. Inoltre offre l’ulteriore vantaggio di consentire il recupero di un residuo di processo, che senza specifiche caratteristiche avrebbe dovuto essere addirittura smaltito, e che invece si è confermato una materia prima di particolare pregio.

Scarica e leggi l’articolo scientifico a cura di Maria Rosaria Boni (Professore Ordinario Responsabile Scientifico del Laboratorio di Ingegneria Sanitaria-Ambientale, Coordinatore della Commissione Rapporti con l’esterno del Consiglio d’Area in Ingegneria Ambientale), Agostina Chiavola (Professore associato) e Simone Marzeddu (dottore di ricerca) della Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, Ingegneria (DICEA), Università Sapienza di Roma.